Il New Look di Dior

Ricezione pubblica e critica

Considerato retrogrado e stravagante, il New Look offese la sensibilità popolare nell’immediato dopoguerra. Mentre la stampa francese fu indifferente o favorevole allo stile, esso trovò un sostegno entusiasta negli Stati Uniti (Life, Vogue, Harper’s Bazaar). Per la sua primissima collezione, il suo creatore ricevette il Neiman Marcus Award, indicando il serio coinvolgimento commerciale dei compratori americani. Un segmento della stampa anglo-americana, tuttavia, condusse una sorta di campagna populista anti-New Look. Negli Stati Uniti furono istituite leghe contro l’allungamento delle gonne, come la WAWS (donne in guerra contro lo stile) e il “club poco sotto il ginocchio”. In Inghilterra, l’opposizione assunse un sapore politico: “La gonna lunga è un capriccio dei ricchi oziosi” (Braddock, Bessie, citato in Steele, p. 20). Queste ripercussioni inaspettate del New Look testimoniano il rigore delle restrizioni sull’abbigliamento durante la guerra. Imposte più o meno drasticamente come parte dello sforzo bellico alle popolazioni americane e inglesi per contribuire alla vittoria, le privazioni furono vissute in Francia come una spoliazione da parte delle forze di occupazione e non ebbero nulla del carattere di sacrificio patriottico. Il dopoguerra vide la vittoria dell’indipendenza del New Look sulla moralità degli alleati. Liberatorio e rispettoso dei costumi, lo stile sorprendeva e confortava le convenzioni borghesi. Così, si fece rapidamente strada in tutti gli ambienti sociali dei paesi latini e anglosassoni per diventare uno stile internazionale, la cui interpretazione popolare si riassumeva nell’insieme di gonna a pieghe, cintura e camicetta. La sua diffusione fu allora l’espressione consensuale della costruzione di un nuovo ordine sociale transatlantico sulle rovine dell’urbanità europea: “Se oso riferirmi allo stile del 1947, che fu chiamato New Look, esso ebbe successo solo perché si adattava a un’epoca che cercava di sfuggire all’inumano per ritrovare la tradizione” (Musée, p. 14).

Vedi anche Christian Dior; Haute Couture; Parigi Moda.

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